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marzo 19, 2014

Area Internazionale

Occupazione all'Estero, orientamento al lavoro e formazione all'Estero

Le nuove identità precarie non sono più solamente donne, immigrati e giovani di oggi, ma anche le generazioni antecedenti alla crisi economica, oggi adulti, che non sono riusciti mai a raggiungere una vera e propria stabilità in ambito lavorativo e personale.

Il lavoro precario sposta il rischio sociale sugli individui, ha un impatto negativo sulla vita delle singole persone e delle loro famiglie.
E così, sempre più, le persone prendono altre vie, cercano nuove strade per una migliore affermazione sociale e lavorativa ma non solo, anche per fare esperienza, tesoro e curriculum all’estero per poter avere una marcia in più una volta tornato in Italia.
La UIL Tem.p@, da sempre impegnata nel sostegno dei diritti e delle tutele dei lavoratori precari, atipici e temporanei, è presente anche in questo settore cercando di dare informazioni, tutele e guide per chi parte alla ricerca di un’esperienza di formazione, studio o lavoro all’estero.


Sono in cerca di orientamento

strada

Lasciare il luogo d’origine, gli affetti, il lavoro per intraprendere una nuova avventura fuori dai confini italiani può essere un progetto molto stimolante ma, tuttavia va preparato nei dettagli per evitare di inciampare in step difficili da superare e che possono produrre sfiducia nelle speranze iniziali e nei progetti futuri.
La UIL Tem.p@ propone un piccolo elenco di notizie utili che possono essere basilari prima della partenza.

percorsi

DOVE ANDARE
Tra le cose fondamentali prima di organizzare un viaggio, qualsiasi sia il motivo o il tempo di permanenza, è capire quale luogo nel mondo è più adatto alle finalità della mia ricerca.
Se sto cercando un lavoro specifico o un’esperienza di studio all’estero, diversi saranno i Paesi che corrispondono alle mie aspirazioni. Partire vuol dire conoscere la mia destinazione finale.

sagradafamiliaCONOSCERE IL TERRITORIO, LE USANZE, LA CULTURA
“Paese che vai usanza che trovi”
Prima di incorrere in problemi tecnici e pratici nel Paese di destinazione è meglio conoscere quali sono le usanze e la cultura in generale del luogo che mi ospita. Tra le cose fondamentali nella ricerca di informazioni del territorio c’è sicuramente lo studio della storia e del patrimonio culturale località in cui andrò. Conoscere il passato, capire le usanze, riconoscere gli effetti sul futuro di questi è necessario per trovare il mio posto nella nuova società che mi ospiterà.

valigiaCOSA FARE PRIMA DI PARTIRE
DOCUMENTI NECESSARI
Documento d’identità

Patente: La Comunità Europea prevede il reciproco riconoscimento all’interno degli Stati che ne fanno parte per le patenti di guida, tuttavia nel momento in cui si richiede la residenza all’estero è consigliabile fare domanda per la conversione o il riconoscimento di validità del documento. Tramite questo link http://ec.europa.eu/youreurope/ è possibile verificare le disposizioni degli stati membri dell’Unione Europea per i documenti necessari e per ottenere ulteriori informazioni fondamentali.

Servizi sanitari: Per i cittadini della Comunità Europea che soggiornano in altri paesi UE l’assistenza sanitaria è fornita tramite la Tessera di Assicurazione Malattia Europea /TEAM). Grazie a questa tessera si può richiedere l’assistenza sanitaria senza più bisogno di recarsi presso l’ASL di riferimento per avere il modello E111. Coloro che non hanno ricevuto la tessera a casa possono richiederla all’Azienda per i servizio sanitari o all’ufficio delle Entrate.
Assicurazione: è consigliato aprire una polizza assicurativa per tutta la durata della permanenza all’estero.

Banca: prima di partire è suggerito recarsi nella propria banca per capire quali sono i costi per la ricezione di bonifici all’estero e le spese di prelevamento da bancomat o carta di credito.

Permesso di soggiorno: i cittadini dell’UE (richiedenti lavoro, lavoratori subordinati o autonomi, prestatori e destinatari di servizi, studenti, pensionati e altri cittadini dell’Unione non economicamente attivi) e i loro familiari possono soggiornare in uno Stato memebro per tre medi senza altra condizione o adempimento che il possesso di una carta di identità o del passaporto in corso di validità. Per periodi superiori ai tre mesi, i cittadini dell’UE dovranno richiedere l’iscrizione presso le autorità competenti, e anche questa iscrizione sarà richiesta solo se lo Stato memebro ospitante la ritiene necessaria. per ulteriori informazioni consultare il sito EURES – portale europeo della mobilità professionale all’indirizzo http://ec.europa.eu/eures.

Alloggio: è consigliato prima di partire, trovare una sistemazione temporanea per il primo periodo d’inserimento (ostello, albergo, appartamento in affitto) per poi consultare la stampa locale o siti web per una sistemazione più a lungo termine.

laureaDOCUMENTAZIONE PER IL RICONOSCIMENTO DEL TITOLO DI STUDIO
Il diploma di maturità viene riconosciuto automaticamente in tutti gli stati del Consiglio d’Europa che nel 1957 hanno firmato la “Convenzione Europea sul riconoscimento delle qualifiche che danno accesso all’Istruzione superiore”.

Per riconoscere il titolo di studio universitario è consigliabile contattare il NATIONAL ACADEMIC RECOGNITION INFORMATION CENTRES (NARIC). Gli indirizzi dei centri NARIC di ogni Paese possono essere reperiti sul sito web www.enic-naric.net.

Per svolgere una specifica professione in un altro Paese dell’UE è necessario richeidere all’Autorità Pubblica competente del proprio settore il riconoscimento del titolo professionale. Il sito web della Commissione Europea: contiene informazioni dettagliate sui procedimenti da seguire per ogni Paese dell’Unione Europea, a seconda della professione. Nel 2005 è stata approvata la Direttiva 2005/36/CE, relativa alle qualifiche professionali, con la quale vengono sostituite tutte le precedenti direttive e si semplificano le procedure per ottenere il riconoscimento del proprio titolo.

Ci sono tre casi in cui non è necessario alcun riconoscimento del titolo professionale:

  • Nel caso in cui la professione che si vuole esercitare non sia regolamentata nello Stato di destinazione
  • Nel caso in cui si tratti di professioni regolamentate già coperte da un altro sistema di riconoscimento dei titoli (medico, dentista, veterinario, infermiere, farmacista, architetto e ostetrica)
  • Nel caso in cui si tratti di attività artigianali, industriali o commerciali già coperte da direttive “transitorie”.

 

Sono in cerca di occupazione

curriculum

REDIGERE UN CURRICULUM VITAE
La prima cosa da fare per proporre la propria formazione ed esperienza lavorativa all’estero è scrivere un buon curriculum. Sul sito Europass italia è possibile scaricare il modello o usufruire dell’aiuto online per la compilazione del proprio. E’ consigliabile redigere il CV in inglese o, se possibile, nella lingua del paese di destinazione.
Proponendosi in un Paese estero è suggerito inserire qualsiasi tipo di esperienza lavorativa che può indicare la propensione al viaggio e all’internazionalizzazione (anche esperienze come ragazza alla pari, lavoro stagionale estivo all’estero, corsi di formazione o di lingua).

 

Per inserire il CV nella piattaforma web:

  • iscriversi ai siti d’assunzione on line che prevedano figure preposte alla preparazione dei CV e archivi di CV
  • registrarsi al sito web delle aziende a cui si desidera rivolgersi
  • inviare il curriculum per posta elettronica direttamente ai singoli datori di lavoro, in risposta ad inserzioni o ad informazioni ricevute
  • languagesCONOSCERE LA LINGUA
    L’idea di partenza a breve o a lungo termine verso un Paese straniero spesso viene ridimensionata al pensiero dei problemi di lingua in cui si potrebbe incorrere. Sapere almeno l’inglese come base di partenza può essere utile, tuttavia, conoscere almeno un’altra lingua può essere basilare per ottenere un posto di lavoro adeguato e senz’altro è una carta in più da giocare al momento del colloquio.
    Molti sono i corsi che vengono consigliati per studiare le lingue, sia nel proprio Paese che in quello di destinazione, da affiancarsi magari ad un’esperienza iniziale di lavoro per poter essere più partecipi a dialoghi formali e informali, lavorativi e sociali.
    I più moderni social si sono messi all’opera per invadere anche il campo dell’istruzione, ovviamente mantenendo il principio del “contatto”. Su youtube diversi insegnanti in ogni angolo del mondo hanno pubblicato tutorial semplici, d’impatto e veloci per imparare i fondamentali di qualsiasi lingua.
    Livemocha.com è la più grande piattaforma online nella quale incontrarsi, socializzare, imparare ed insegnare qualsiasi lingua. Ad ora sono iscritti 11 milioni di utenti in 196 Paesi intorno al Mondo e si possono imparare 35 lingue diverse.
    mylanguageexchange è un altro sito in cui è possibile, dialogando tramite skype con una madrelingua, imparare a parlare meglio l’inglese o conoscere il francese.
    Tramite i social e le piattaforme online un italiano che sta imparando l’inglese può parlare con un inglese che sta imparando l’italiano. I due parleranno metà del tempo inglese e l’altra metà italiano.
    In questo modo si avrà la possibilità di imparare la lingua vera, fatta anche di espressioni colloquiali o “slang”, particolarmente importanti per l’inserimento iniziale ma anche per la comunicazione business dove è fondamentale creare un rapporto con le controparti.

    equilibrioVALUTARE LE PROPRIE INCLINAZIONI E CAPACITA’ IN BASE AL MERCATO DEL LAVORO
    Tra le difficoltà maggiori nel progettare di trasferirsi all’estero è capire effettivamente che tipo di lavoro cerco, quali sono le reali possibilità che ci offre il Paese ospitante e non ultimo quali sono le mie competenze.
    Diverse sono le storie che girano online di chi prima faceva l’avvocato e ora ha un bar su qualche spiaggia sperduta della Thailandia o di commercialisti che ora fanno la pizza in Giappone, tuttavia, anche il viaggio può essere intesa un po’ come un grande “salto nel buio”, una maggior organizzazione dei primi movimenti non può che essere utile.
    Avere una strategia di movimento nella ricerca del lavoro già prima della partenza è avere una marcia in più nel momento di arrivo. E, speso, sviluppare un piano vuol dire mettersi seduti e riflettere su cosa ci può interessare e poi iniziare a cercarlo.
    Alcuni consigli basilari possono essere:

    • contattare eventuali amici o parenti del luogo di destinazione per capire quali sono le possibilità lavorative
    • spedire il proprio CV alle aziende italiane con sede all’estero
    • visionare i siti web delle agenzie per il lavoro estere per inserire il proprio CV
    • controllare gli annunci di lavoro nei quotidiani online del Paese di destinazione

    AGENZIE PER IL LAVORO ALL’ESTERO
    Come prime esperienze lavorative, sia per entrare nel mercato del lavoro del paese che ci ospita, sia per avere una panoramica delle offerte , è consigliato inviare il proprio CV alle agenzie per il lavoro nelle sedi estere.
    Sul portale di EUrociett (Confederazione Europea delle Agenzie per il lavoro private) è possibile consultare una lista delle maggiori agenzie europee divise per nazioni, mentre per quanto riguarda gli altri continenti consigliamo di verificare sul web la presenza delle stesse su altri territori.


    Sono in cerca di formazione

    L’esperienza all’estero è un’occasione di crescita e  un’opportunità per ampliare i propri orizzonti sia nel campo della formazione che del lavoro.

     

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    ’Osservatorio sul Lavoro all'estero

    L’Osservatorio sul Lavoro si propone di individuare le competenze e le professionalità richieste dal mercato del lavoro all’estero.

     

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