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gennaio 19, 2016

Si sono riunite al Centro Sociale, le RSU della Sanità in provincia di Salerno.

L’iniziativa, fortemente voluta dalle Confederazioni provinciali di CGIL. CISL e UIL, oltre che dalle Categorie di appartenenza, ha posto al centro il diritto alla salute per i cittadini della provincia di Salerno.

L’attuale situazione è, a dir poco, allarmante: 600 posti letto persi tra il 2013 e il 2014, un numero di posti letto inadeguato alla popolazione della provincia salernitana; distretti sanitari non rispondenti alla loro funzione, tanto per la prevenzione che come filtro prima dell’affido ad una struttura ospedaliera, con conseguente ingolfamento delle attività di pronto soccorso; assenza di una vera rete con i medici di base.

Contemporaneamente, il blocco del turnover e i pensionamenti di questi ultimi anni, con 16.000 unità in meno nel settore in tutta la Campania, hanno fortemente ridotto il personale, con numeri non più sufficienti a garantire un servizio rispondente alle esigenze dei cittadini.

Pertanto, secondo Cgil, Cisl e Uil occorre definire immediatamente le linee guida da mettere in campo per la Sanità in Campania; autorizzare da subito, in via straordinaria, nuove assunzioni attraverso la mobilità interregionale e con contratti a tempo determinato, assumere tutto il personale precario, sbloccare il turnover e indire nuovi concorsi; ridefinire i fondi contrattuali; riorganizzare la rete territoriale per le strutture ospedaliere, i distretti sanitari e i medici di base in rapporto alle esigenze di un territorio così esteso e con una precaria mobilità territoriale come quello salernitano, raggiungere la piena integrazione delle attività dell’Università di Salerno e l’Azienda ospedaliera del Ruggi.

Urge, pertanto, l’apertura di un tavolo contrattuale regionale tra le OO. SS., il Commissario alla Saità e la Regione Campania.

Nel frattempo, continua la mobilitazione del Sindacato unitariamente e permane lo stato di agitazione e, da subito, sarà richiesto al Prefetto di Salerno la convocazione di un incontro che veda presenti il Commissario dell’ASL, il Direttore Generale dell’AOU, il Rettore dell’Università di Salerno ed il Presidente della Conferenza dei Sindaci salernitani per definire linee comuni d’azione e per scongiurare tagli ai livelli essenziali di assistenza sul territorio.

Fonte: http://www.salernonotizie.it/2016/01/18/cgil-cisl-e-uil-in-mobilitazione-per-la-sanita-in-provincia-di-salerno/

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luglio 29, 2015

Dopo le recenti vicende che hanno visto coinvolto il Piano di Zona S1, non ultimo l’arrivo della  Guardia di Finanza per l’acquisizione di determine ed atti relativi alla gestione del Piano, e il
mancato esperimento della procedura concorsuale pubblicata nel giugno 2014 che avrebbe dovuto consentire l’assunzione del personale per tre anni tramite selezione pubblica, le Scriventi Organizzazioni Sindacali ribadiscono la necessità di un intervento immediato da parte delle Istituzioni competenti.
“Chiediamo all’Assessore Regionale alle Politiche Sociali Lucia Fortini e al neo Governatore
Vincenzo De Luca di intervenire nel più breve tempo possibile per mettere fine alla scellerata
gestione del Piano di Zona S1. E’chiaro che, dopo anni di mancata trasparenza, dopo il
succedersi di scelte che non hanno mai visto come priorità i servizi destinati ai cittadini come
più volte richiesto dalle Organizzazioni Sindacali, ci chiediamo se non ricorrano gli estremi
per il “commissariamento” del Piano”, dichiarano in una nota congiunta i Segretari Generali di Nidil Cgil e Uiltemp Salerno Antonio Capezzuto e Pierluigi Estero.
“Da anni siamo impegnati nell’affrontare a viso aperto una gestione confusa e poco attenta ai
bisogni della cittadinanza. Un sistema sommerso dalle polemiche, dai protagonismi di
amministratori locali più preoccupati alle questioni politiche interne che alla necessità di
redigere progetti e a garantire l’occupazione dei lavoratori del settore. Ora è arrivato il
momento di chiedere alla Regione Campania un cambio di passo. Il Piano di Zona S1 è stato
negli anni un fiore all’occhiello delle politiche sociali a livello nazionale, ma ora non lo è più.Il
territorio dell’agro, i suoi cittadini, il terzo settore e i suoi operatori meritano sicuramente di
più”.

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marzo 4, 2015

(www.salernotoday.it) La vertenza della Sele Calore Multiservizi, in liquidazione volontaria da gennaio 2015,  giunge ad un epilogo epocale per quanto riguarda le relazioni industriali sul territorio in questione, dopo periodi di serrata contrattazione sindacale e stati di agitazione conclusisi con l’intervento della Prefettura per il mantenimento dei livelli occupazionali. La società Paistom, da poco subentrata, gestisce i servizi pubblici appaltati dal comune di Capaccio attraverso l’Agenzia per il lavoro Tempor, che ha in essere 87 contratti in somministrazione per lo svolgimento delle attività sopra menzionate. Dopo 15 anni di rinnovi contrattuali a tempo determinato, oggi è stato siglato l’accordo definitivo tra la Società Paistom, la Tempor e la Felsa Cisl, Nidil Cgil e UIltemp finalizzato alla stabilizzazione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori somministrati dall’agenzia Tempor. Inoltre, l’accordo è finalizzato alla costituzione di una commissione paritetica, composta dall’amministratore delegato, dal Direttore dell’Azienda Paistom e da altro membro designato, e dai tre membri delle organizzazioni sindacali firmatarie del presente accordo (Nidil Cgil, Felsa Cisl, Uiltemp) che abbia come fine il monitoraggio delle fasi inerenti l’organizzazione del lavoro e la redazione di uno specifico mansionario, la programmazione di momenti di formazione/aggiornamento del personale attraverso la bilateralità prevista dal contratto nazionale di lavoro dei somministrati, il riconoscimento degli aspetti collegati alla sicurezza del personale e dei luoghi di lavoro, l’introduzione di misure di conciliazione tempi vita/lavoro, l’individuazione di premi di produzione per obiettivi destinati al personale quale leva per il miglioramento continuo degli indicatori aziendali. Le sigle di categoria firmatarie dell’accordo nelle persone dei segretari territoriali Giusy Petitti (Felsa Cisl), Antonio Capezzuto (Nidil Cgil) e Pierluigi Estero (Uiltemp) unitariamente dichiarano di confermare “la volontà e l’impegno di promuovere lo sviluppo di corrette e proficue relazioni sindacali che consentano di mantenere un sistema di relazioni, che nel rispetto delle reciproche prerogative, ruoli e responsabilità, sia basato su un modello di partecipazione fattivo e costruttivo. Tale impostazione potrà consentire  all’azienda speciale Paistom di rispondere a pieno alla gestione dei servizi affidati dal Comune di Capaccio, attraverso la valorizzazione e la crescita del contributo professionale e culturale del personale, nonché attraverso l’adozione, la realizzazione e lo sviluppo di idonei modelli organizzativi volti a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali. Nello stupore generale si perviene – ribadiscono – ad una tranquillità contrattuale, qualche anno fa inimmaginabile. Questo il risultato raggiunto attraverso un’unità sindacale autentica, laddove le diversità di approccio hanno reso possibile la produzione di valore aggiunto, che ha dato i suoi frutti. Questo il modello di relazioni sindacali che vorremmo esportare in ogni luogo di lavoro per la crescita del capitale sociale e del lavoro, su un territorio già molto vessato da corruzione, vertenze irrisolte e  disoccupazione dilagante”.

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gennaio 7, 2015

Firmato l’accordo del fondo di solidarietà bilaterale per la somministrazione di lavoro

di Vincenza Preziosi

Dopo il rinnovo contrattuale del CCNL in somministrazione del 27 febbraio scorso, il 9 dicembre 2014, le OO.SS. UIL Tem.p@, Nidil Cgil, Felsa Cisl insieme alle Associazioni datoriali Assolavoro e Assosomm hanno siglato l’accordo che avvia la costituzione del Fondi di solidarietà Bilaterale per la Somministrazione del lavoro presso Forma.Temp. Le parti hanno concordato di provvedere – ai sensi della L.92/2012 – all’adeguamento del fondo Bilaterale Forma.Temp al fine di assicurare ai lavoratori in somministrazione assunti con contratto di lavoro a tempo determinato e indeterminato una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa. L’accordo stabilisce la costituzione di un Fondo di Solidarietà che opera all’interno di Forma.Temp le cui risorse sono costituite da quelle già accantonate a tal scopo come previsto dall’art. 9 comma 2 del CCNL 2014 e alle quali si aggiungono i residui maturati sui fondi di formazione e formazione continua T.D. delle Agenzie per il lavoro e le sanzioni derivanti dalla gestione di Forma.Temp. L’accordo prevede delle prestazioni di sostegno al reddito in caso di riduzione e/o sospensione dell’attività lavorativa nonché in caso di cessazione del rapporto di lavoro. per quanto concerne le prestazioni erogate in costanza di rapporto di lavoro e nei casi di riduzione o sospensione del rapporto di lavoro, si precisa che il Fondo riconosce ai lavoratori in somministrazione, in relazione alle causali previste dalla normativa in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, considerate in relazione all’impresa utilizzatrice, un assegno ordinario di importo pari all’integrazione salariale di durata massima alla durata residua del contratto di somministrazione stipulato tra APL e impresa utilizzatrice. Tale prestazione viene riconosciuta nella misura dell’80% dell’ultima retribuzione percepita dal lavoratore. Per poter accedere a tale prestazione è però fondamentale che il lavoratore abbia almeno 90 giornate lavorative nello stesso settore. Nel caso di cessazione del rapporto di lavoro, il Fondo di solidarietà eroga a favore del lavoratore in somministrazione un sostegno al reddito come contributo una tantum attualmente erogato da Forma.Temp e pari a 850,00 euro. Si specifica che tale contributo è integrativo rispetto alla eventuale Aspi o Mini Aspi di cui il lavoratore a seconda dei requisiti potrà avere diritto ed erogata dall’INPS e la cui richiesta va fatta al Fondo trascorsi 45 giorni dalla scadenza del contratto in somministrazione (e non oltre il 90esimo giorno) presentando il certificato di disoccupazione rilasciato dal Centro per l’impiego di competenza. L’accordo siglato rappresenta senza dubbio un altro tassello importante da aggiungere a quel sistema di mini welfare che attraverso la Bilateralità mira ad accrescere le tutele a favore dei lavoratori in somministrazione cercando di superare il gap naturale della discontinuità del lavoro che caratterizza il settore.

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dicembre 10, 2014

Questa mattina le categorie Nidil Cgil e Uiltemp di Salerno presso l’Università degli Studi di Salerno hanno informato i giovani studenti dell’ateneo dei motivi dello Sciopero Generale indetto da Cgil e Uil per venerdi 12 dicembre. I Segretari Generali Antonio Capezzuto e Pierluigi Estero si sono confrontati con gli studenti sugli effetti del jobs act del Governo Renzi. Si annuncia l’estensione dei diritti a tutti ma non si fa altro che cancellare il contratto a tempo indeterminato sostituendolo con quello a tutele crescenti con la possibilità di essere licenziati senza giusta causa. Mancano risorse per l’estensione degli ammortizzatori sociali alle partite iva, sempre più diffuse tra i giovani anche del nostro territorio. Nessuna risorsa per investimenti volti a creare lavoro per le giovani generazioni. La Campania è la Regione con il numero più elevato di giovani in Italia, ma continua ad essere dimenticata dalle politiche del Governo. Manca un progetto coerente sulle politiche attive del lavoro. Garanzia Giovani rischia di essere un flop. Poche le offerte di lavoro messe a disposizione della platea di giovani che hanno aderito al progetto. L’ennesima delusione per una generazione ormai abbandonata a se stessa.

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ottobre 30, 2014

(www.salernotoday.it) Giuseppina Petitti, Antonio Capezzuto e Pierluigi Estero, rispettivamente segretari generali di Felsa Cisl, Nidil Cgil e UilTemp, hanno scritto una nota al Prefetto di Salerno, Gerarda Maria Pantalone per chiedere il suo intervento sulla vicenda della Sele Calore Multiservizi, società in house del Comune di Capaccio messa in liquidazione senza avvertire le rappresentanze sindacali.
“Le segreterie provinciali – si legge nella nota – chiedono l’intervento del Signor Prefetto, a sostegno delle vicende di seguito esposte. Le organizzazioni sindacali, in rappresentanza dei lavoratori della Sele Calore Multiservizi, esprimono tutta la loro preoccupazione a seguito delle notizie ricevute, solo a mezzo stampa, circa la messa in liquidazione della società in oggetto. La società – continuano nella nota – è stata istituita nel settembre 2013 attraverso la trasformazione della società Capaccio Paestum servizi messa all’epoca in liquidazione. Alla stessa erano stati affidati i servizi di manutenzione strade, immobili, verde pubblico, acquedotto e contatori, pulizie edifici, cimitero e servizi funebri, manutenzione banche dati informatici e supporto agli uffici, allestimenti per spettacoli e convegni, sportello informativo turistico e di progettazione”.

“Le organizzazioni sindacali, quindi, proclamano lo stato di agitazione dei lavoratori della Sele Calore Multiservizi perchè nonostante l’appalto in essere con l’agenzia per il lavoro Tempor, la Sele Calore Multiservizi in maniera unilaterale ha contrattualizzato una parte dei lavoratori suddetti attraverso cooperative locali, perchè sono preoccupate circa le prospettive occupazionali future a seguito della messa in liquidazione della società e rispetto al prosieguo delle attività in mancanza di un piano industriale, ancora non definito e socializzato, per il mancato confronto e condivisione del percorso con i sindacati e per il mancato adeguamento degli inquadramenti e dei livelli contrattuali rispetto alle mansioni effettivamente svolte dai lavoratori. Contestualmente – concludono i tre segretari – chiediamo  l’attivazione delle procedure di raffreddamento del conflitto”.

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ottobre 28, 2014

Solo poche settimane fa, il Comune di Avellino ha proceduto alla stabilizzazione per i 18 dipendenti a tempo determinato, i cd. precari storici.
Lavoratori e lavoratrici che da oltre un decennio operano con  professionalità presso l’Ente e che dopo anni di sofferenza lavorativa hanno giustamente trovato una collocazione definitiva anche grazie al percorso condiviso con i sindacati.
Eppure il Comune di Avellino e per il Suo rappresentante istituzionale l’Assessore al Personale la dott.ssa A. Marchitiello mantiene ancora troppo riserbo sull’altra annosa questione: quella relativa ai 17 CO.CO.CO.
Anch’essi, lavoratori e lavoratrici che per oltre un decennio hanno operato presso l’Ente ininterrottamente e quotidianamente con la propria attività, nei vari settori del Comune di Avellino dal lontano 1999 e che non sono stati assolutamente selezionati tramite delle “short list”, bensì superando selezioni e regolari avvisi pubblici a carattere nazionale.
La Uil Tem.p@ (la categoria della UIL che tutela i lavoratori precari) vuole evidenziare la scarsissima attenzione che l’Amministrazione ha tenuto e che ancora ha verso i CO.CO.CO che, con il loro lavoro, hanno apportato un significativo contributo al raggiungimento di obiettivi importanti per la città di Avellino (Contratti di Quartiere, Sostituzione, Edilizia, P.I.C.A., F.A.S., ecc.).
E’ da circa tre settimane che sollecitiamo l’Assessore al personale a incontrare le parti sociali per fare un punto della situazione e capire come riuscire a garantire anche a questi lavoratori in maniera legittima una continuità lavorativa. Non vuole essere una battaglia contro “altri”, anzi siamo contenti del percorso completato ma ci auguriamo che il Comune utilizzi lo stesso metro e la stessa misura con altri lavoratori che oramai da troppo tempo aspettano di sapere del  loro futuro.

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luglio 29, 2014

La situazione di grave crisi economica, finanziaria e sociale che sta vivendo il nostro Paese – e la Campania in particolare – impongono un’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori del territorio. (altro…)

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giugno 20, 2014

Dopo i continui solleciti al Sindaco del Comune di Scafati Aliberti, al Coordinatore del Piano di Zona S1, un incontro in Provincia tra le OO.SS. Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Salerno sembra aver smosso le acque circa le preoccupazione riguardo il mancato pagamento delle spettanze arretrate ai collaboratori e operatori del PdZ S1.
Le OO.SS. hanno illustrato all’Assessore Provinciale Amilcare Mancusi le criticità causate dalla mancata corresponsione degli stipendi dei lavoratori dell’S1, che vantano mensilità dal luglio 2012 in alcuni casi e tranche addirittura del 2011 in altri. A seguito di ciò l’Assessore ha avuto un interlocuzione con il Sindaco di Scafati Aliberti, Comune Capofila del Piano, il quale ha confermato una positiva risoluzione delle criticità a seguito dell’avvenuta rendicontazione della triennalità del Piano alla Regione Campania (8 milioni di euro che la Regione aspettava di erogare a seguito della rendicontazione).
L’Assessorato Regionale ha sbloccato, confermano il Sindaco Aliberti e il funzionaro di Piano Michelangelo Abbrunzo, 1 milione e 200 mila euro quale acconto sulla rendicontazione complessiva.
Preso atto di tale evoluzione le OO.SS. hanno chiesto ufficialmente all’Assessore Provinciale Mancusi di farsi promotore di un’apposita istanza al Sindaco Aliberti, al Coordinatore Basile e al Responsabile della Ragioneria del Comune capofila, affinchè quota parte di 1 milione e 200 mila euro, venga impegnata per il pagamento degli stipendi arretrati dei lavoratori al fine di alleviare il loro disagio.
L’Assessore Mancusi ha accolto favorevolmente la proposta delle OO.SS., impegnandosi a tenersi in contatto con il Sindaco di Scafati per la definitiva risoluzione del problema.

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maggio 23, 2014

Si è tenuto oggi, 23 maggio, presso l’Aula Magna Ernesto Festa della UIL, il 2 Congresso UIL Tem.p@ Campania alla presenza tra gli altri dell’On. Valentina Paris; l’Assessore al Lavoro della Regione Campania Severino Nappi; Agostino Di Maio – Direttore di Assolavoro; Anna Rea, Segretario Generale UIL Campania; Magda Maurelli, Segretario Generale UIL Tem.p@
Il Congresso che ha visto il rinnovo a Segretario della categoria per la Campania di Denise Carbone si é aperto con  un ricordo speciale a Giovanni Falcone citando una sua celeberrima frase:” per avviarsi sereni nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere”. Dichiara Denise Carbone:” l’obiettivo di realizzare una società inclusiva dove l’accesso al lavoro costituisca veicolo importante di integrazione e cittadinanza, spinge la UIL Tem.p@ ad affrontare la questione della gestione della flessibilità rifiutando modelli illimitati e sostenendo invece misure che rispondono ad un’idea di flessibilità sostenibile”.
“A tal riguardo – prosegue Carbone – é necessario garantire alla persona una flessibilità controllata e guidata, una flessibilità che tuttavia non può assolutamente rappresentare la prospettiva e la costanza di un’intera vita lavorativa”.
La disoccupazione nel Mezzogiorno é un bollettino di guerra con perdita di posti di lavoro e la conseguente fuga di risorse umane per il territorio.
Prosegue Denise Carbone:” la UIL Tem.p@ é stata fondamentale in questi anni per far emergere istanze di giovani, disoccupati, lavoratori precari non per scelta. Essere un soggetto interlocutorio e legittimato a raccogliere le voci di queste persone non ce lo dice un contratto collettivo ma, il principio eterno ed indiscutibile che ci fa schierare sempre dalla parte dei lavoratori più deboli in quanto esclusi dalle tutele e dalle garanzie di un welfare”.
Conclude Magda Maurelli, Segretario. Generale UIL Tem.p@: “la società e il mercato del lavoro sono oggettivamente cambiati, alla politica che accusa il sindacato di essere inamovibile e di rappresentare solo dipendenti e pensionati, si contrappone il lavoro della UIL Tem.p@ che quotidianamente assume la rappresentanza sociale delle nuove generazioni e di chi vive la flessibilità del lavoro”.