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marzo 3, 2014

Collaborazioni coordinate e continuative a progetto (CO.CO.PRO.)

Che cos’è il contratto a progetto
Il contratto di lavoro a progetto è un contratto di collaborazione coordinata e continuativa caratterizzato dal fatto di:

  • essere riconducibile a uno o più progetti specifici determinati dal committente;
  • il progetto deve essere funzionalmente collegato ad un determinato risultato finale;
  • il progetto non può comportare lo svolgimento di compiti meramente ripetitivi o esecutivi che possono essere individuati dai CCNL.
  • essere gestito autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con l’organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione dell’attività lavorativa. In tale contratto il lavoratore agisce in modo prevalentemente personale, in assenza di rischio economico, senza mezzi organizzati di impresa e in funzione del risultato da raggiungere. Il committente non deve esercitare su di lui il potere direttivo né il potere disciplinare.

 

Qualora manchino tali elementi, la legge stabilisce che il giudice può considerare il contratto a progetto come lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data della sua costituzione.


Chi può stipulare un contratto di lavoro a progetto

Il contratto di lavoro a progetto può essere stipulato per tutti i settori e le attività, con le seguenti esclusioni:

 

  • agenti e rappresentanti di commercio;
  • coloro che esercitano professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione a specifici albi professionali (già esistenti al momento dell’entrata in vigore del decreto);
  • componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società;
  • partecipanti a collegi e commissioni (inclusi gli organismi di natura tecnica);
  • pensionati al raggiungimento del 65° anno di età;
  • atleti che svolgono prestazioni sportive in regime di autonomia, anche in forma di collaborazione coordinata e continuativa;
  • collaborazioni coordinate e continuative di tipo occasionale, ovvero di durata non superiore a 30 giorni con un unico committente, e per un compenso annuo non superiore a 5.000 euro con lo stesso committente;
  • rapporti di collaborazione con la pubblica amministrazione;
  • rapporti e attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque resi e utilizzati a fini istituzionali in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano).

 

Il contratto a progetto può essere stipulato da tutti i lavoratori e per tutti i settori e le attività, inclusa la pubblica amministrazione.


Caratteristiche del contratto a progetto

Il contratto di lavoro a progetto deve essere redatto in forma scritta e deve indicare, a fini della prova, i seguenti elementi:

 

  • la durata della prestazione di lavoro: può essere
    determinata (indicata specificamente) o determinabile in quanto il rapporto dura finché non sia stato realizzato il progetto;
  • l’individuazione e descrizione del progetto, con
    l’individuazione del suo contenuto caratterizzante e del risultato che si intende conseguire;
  • il corrispettivo e i criteri per la sua determinazione,
    tempi e modalità di pagamento, disciplina dei rimborsi spese;
  • le forme di coordinamento tra lavoratore a progetto
    e committente sull’esecuzione (anche temporale) della prestazione lavorativa;
  • le eventuali misure per la tutela della salute e
    sicurezza del collaboratore a progetto (oltre a quelle previste in applicazione delle norme relative all’igiene e sicurezza del lavoratore sul luogo di lavoro)..

Il contratto termina quando il progetto viene realizzato. Il recesso anticipato da parte del committente può avvenire soltanto per giusta causa e nei casi di “oggettiva” incapacità professionale del collaboratore che renda impossibile l’attuazione del progetto. Il
collaboratore potrà recedere per giusta causa e tramite il preavviso solo se previsto nel contratto individuale. Per il corrispettivo al lavoratore è la contrattazione collettiva (interconfederale o nazionale, ovvero su delega anche a livello decentrato) che è tenuta a fissare i compensi per ciascun settore di attività, articolandone la definizione con riguardo ai profili professionali tipici del settore e in ogni caso sulla base dei minimi salariali (i minimi tabellari, con esclusione delle altre voci retributive) per le mansioni comparabili svolte dai
lavoratori dipendenti. In mancanza di contrattazione specifica il compenso non potrà comunque essere inferiore alle retribuzioni minime previste per figure professionali analoghe dai CCNL.

L’ eventuale proroga è giustificata solo dal non raggiungimento dell’obiettivo progettuale rispetto al termine stabilito nel contratto.

 


Agevolazioni Assunzione

Varie sono le agevolazioni a favore del lavoratore:

1  facoltà di svolgere la propria attività per più committenti (salvo diversa previsione del contratto individuale).

 

2 diritto a essere riconosciuto autore dell’invenzione fatta nello svolgimento del lavoro a progetto. Non sono invece previste agevolazioni a carattere contributivo o fiscale, tranne il caso dei Ricercatori (italiani o stranieri) che se assunti con questa tipologia contrattuale vedono il loro reddito da lavoro dipendente o autonomo concorrere nella misura del 10% alla formazione del reddito ai fini IRPEF – Circolare Agenzie delle Entrate n. 22 del 2004


Trattamento previdenziale e assicurativo

Per i collaboratori a progetto esiste l’obbligo di iscrizione al fondo della gestione separata che va eseguito entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa utilizzando gli appositi moduli disponibili presso la sede Inps competente o direttamente scaricabili sul sito www.inps.it

A decorrere dal 2013, la legge 92/2012, ha previsto per i lavoratori iscritti alla gestione separata INPS l’aumento dell’aliquota previdenziale. L’incremento per gli iscritti in via esclusiva partirà dal 2013 e porterà l’aliquota contributiva dal 28,72% nel 2014 al 33,72% nel 2018, mentre per gli iscritti in via non esclusiva e per i pensionati l’incremento partirà già dal 2013 e l’aliquota contributiva passerà dal 20% nel 2013 al 24% nel 2016.

NUOVE ALIQUOTE GESTIONE SEPARATA INPS

AnnoIscritti in via esclusivaAltri iscritti
201227,72%18%
201327,72%20%
201428,72%22%
201530,72%22%
201631,72%24%
201732,72%24%
201833,72%24%

 

Per i lavoratori iscritti in via esclusiva va aggiunto lo 0,72% per la copertura delle prestazioni di malattia, maternità e assegni al nucleo familiare. Per gli altri  iscritti il contributo aggiuntivo non è invece dovuto e,  pertanto, non hanno diritto alle relative prestazioni.

Nel fondo Inps gestione separata l’onere contributivo è ripartito tra committente e lavoratore per cui l’aliquota contributiva è ripartita nella misura di 2/3 a carico del committente e di 1/3 a carico del lavoratore.

 

APPROFONDIMENTI

A norma dell’art. 66 del D. Lgs. 276/03 comma 1 , in caso di gravidanza, malattia e l’infortunio ilrapporto contrattuale del collaboratore a progetto rimane sospeso, senza erogazione delcorrispettivo.”

In caso di malattia e infortunio la sospensione del rapporto non comporta una proroga della duratadel contratto,che si estingue alla scadenza. Il committente può comunque recedere dal contratto se la sospensione si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata stabilita nel contratto,quando essa sia determinata, ovvero superiore a 30 giorni per i contratti di durata determinabile.” Incaso di gravidanza la durata del rapporto è prorogata per un periodo di 180 giorni, salva più favorevole disposizione del contratto individuale.”

In caso di infortunio ai collaboratori è riconosciuto un indennizzo Inail non superiore al 60% del compenso.

Dal 1° gennaio 2007 (Legge n.296/2006 – Finanziaria 2007) ai collaboratori iscritti alla gestione separata Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria sono riconosciuti:

  • In caso di malattia:

    una indennità giornaliera di malattia a carico dell’Inps, per eventi non inferiori a 4 giorni ed entroun limite massimo di giorni pari a un sesto della durata complessiva del rapporto di lavoro ecomunque non inferiore a 20 giorni nell’arco dell’anno solare. L’importo dell’indennità è pari al 50% di quanto corrisposto a tale categoria di lavoratori a titolo di indennità per degenza ospedaliera.

    Per avere diritto all’indennità è necessario possedere almeno 3 mesi di contribuzione nei 12 mesi che precedono l’inizio della malattia e un reddito individuale da lavoro parasubordinato non superiore al 70% del massimale contributivo. Per gli eventi insorti nel 2013, il limite di reddito previsto ai fini del diritto all’erogazione dell’indennità corrisponde a euro 67.304,30 (70% del massimale 2012).

    Per le malattie iniziate nell’anno 2013, l’indennità è calcolata su euro 271,32 (99.034 : 365= reddito massimale: giorni solari) per cui per ogni giorno indennizzato, sulla base della contribuzione dell’anno precedente, l’importo sarà di:

     

    Periodo di contribuzione nei 12 mesi precedentiProporzioneIndennità giornaliera
    Da 3 a 4 mesi4%10,85
    Da 5 ad 8 mesi6%16,74%
    Da 9 a 12 mesi8%21,70

    La domanda deve essere inviata all’INPS dal lavoratore mediante l’apposito modulo Mod. DEG.OSP./MAL/GEST.SEP. (SR06) entro il termine di un anno, calcolato dal giorno successivo alla fine della malattia. La domanda deve contenere le seguenti informazioni: durata dei vari rapporti di lavoro eseguiti dal lavoratore nei 12 mesi precedenti l’evento malattia; ammontare
    lordo dei compensi percepiti nell’anno di insorgenza della malattia. Alla domanda vanno allegati copia del/i contratto/i di lavoro stipulati nei 12 mesi precedenti l’inizio della malattia e, per velocizzare l’erogazione dell’indennità, copia delle dichiarazioni fiscali e delle dichiarazioni del committente che attestino i compensi percepiti e la contribuzione versata.

  • In caso d’infortunio:

    ai collaboratori è riconosciuto un indennizzo Inail non superiore al 60 per del compenso per i primi 90 giorni di inabilità e 75% per i successivi. Le prestazioni vengono liquidate in base al corrispet­tivo effettivamente percepito dal lavoratore a progetto. Nell’ipotesi di più rapporti di lavoro con diversi committenti, la liquidazione dovrà essere effettuata in base al totale dei cor­rispettivi percepiti nel rispetto del massimale e del minimale di legge. In caso di postumi dell’infortunio si ha diritto a un indennizzo in capitale (con grado di inabilità dal 6% al 15%) o a una rendita mensile (con grado di inabilità dal 16% al 100%). I collaboratori a progetto sono soggetti all’obbligo assicu­rativo INAIL se svolgono un’attività rischiosa e/o si avval­gono, per l’esercizio delle proprie mansioni, non in via oc­casionale, di veicoli a motore personalmente condotti. Il premio assicurativo è ripartito in misura pari a un terzo a carico del collaboratore e di due terzi a carico del commit­tente.

  • In caso di ricovero ospedaliero presso strutture ospedaliere pubbliche o private anche straniere purché accreditate dal servizio sanitario nazionale:

    indennità di malattia per un numero di giorni non superiore ad un sesto della durata complessiva del rapporto di lavoro e non inferiore ai 20 giorni nell’anno solare per chi non può far valere periodi lavorativi superiori a 120 giorni nei 12 mesi precedenti gli eventi dell’anno.

    In caso di day hospital l’indennità è concessa se viene riconosciuta un’effettiva incapacità lavorativa giornaliera.

    Per le degenze iniziate nell’anno 2013, l’indennità è calcolata su euro 271,32 (99.034 : 365= reddito massimale: giorni solari) per cui per ogni giorno indennizzato, sulla base della contribuzione dell’anno precedente, l’importo sarà di:

     

    Periodo di contribuzione nei 12 mesi precedentiProporzioneIndennità giornaliera
    Da 3 a 4 mesi8%21,79
    Da 5 ad 8 mesi12%32,55%
    Da 9 a 12 mesi16%43,41

    La domanda deve essere presentata direttamente dal lavoratore all’’INPS, avvalendosi del modulo DEG.OSP./MAL/GEST.SEP. (SR06), entro il termine di decadenza di 180 giorni dalla data di dimissione ospedaliera; alla domanda va allegata una certificazione dei compensi relativa ai redditi dell’anno precedente rilasciata dal o dai committenti.

  • In caso di congedo parentale:

    un trattamento economico in relazione agli eventi di parto verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2007, nonché nei casi di adozione o affidamento per ingressi in famiglia a decorrere dal 1° gennaio 2007. Il trattamento economico spetta per un periodo di tre mesi entro il primo anno divita del bambino, ed il suo importo è pari al 30% del reddito preso a riferimento per il calcolo dell’indennità di maternità.

 

Tale disposizione si applica anche in caso di adozione o affidamento per ingressi in famiglia con decorrenza dal 1º gennaio 2007.
In caso di parto plurimo il diritto ai periodi di congedo è riconoscibile per ogni bambino, nel rispetto del limite temporale previsto per tale categoria di lavoratori in relazione all’età del neonato (fino a 3 mesi per ciascun figlio, entro il primo anno di vita). La domanda di congedo parentale deve essere presentata in data anteriore all’inizio del congedo stesso, essendo indennizzabili, in caso contrario, solo i periodi successivi alla domanda (INPS circ. n. 137/2007).
Ai fini dell’indennità è necessaria la sussistenza di un rapporto di lavoro ancora in corso di validità nelperiodo in cui si colloca il congedo parentale e l’effettiva astensione dall’attività lavorativa.
Hanno diritto all’indennità per congedo parentale soltanto quei soggetti (madri/padri biologici, adottivi e affidatari) per i quali sia riscontrato l’accreditamento di almeno tre mensilità della contribuzione maggiorata nei 12 mesi presi a riferimento ai fini dell’erogazione dell’indennità di maternità/paternità.
In caso di adozione e affidamento, sia nazionali che internazionali, il congedo parentale, compreso ilrelativo trattamento economico, è riconoscibile per un periodo complessivo di tre mesi entro il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato, a condizione che il minore stesso non abbia superato, all’atto dell’adozione o dell’affidamento, i dodici anni di età.

 

L’indennità di maternità è prevista per i due mesi antecedenti al parto e per i tre mesi successivi al parto, ed è corrisposta anche per i periodi di divieto anticipato di adibizione al lavoro e per i periodi diinterdizione al lavoro autorizzati ai sensi dell’art. 17, D.Lgs. n. 151/2001 (art. 5, D.M. 12 luglio 2007).

I requisiti delle lavoratrici iscritte alla Gestione separata, per accedere all’indennità di maternità sono:

  • non essere iscritte a un’altra gestione;
  • non essere titolari di pensione;
  • avere almeno tre mensilità di contribuzione accreditata nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile (anche se il contratto è scaduto e non si è più iscritti alla Gestione separata, si ha comunque diritto all’indennità se si possiede il requisito delle tre mensilità di contribuzione accreditata nei dodici mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile).

L’indennità di maternità è comprensiva di ogni altra indennità spettante per malattia.
L’indennità di maternità è corrisposta previa attestazione di effettiva astensione dal lavoro da partedella lavoratrice e del committente resa nelle forme della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 5, D.M. 12 luglio 2007; INPS circ. n. 137/2007).
L’indennità è determinata per ciascuna giornata del periodo indennizzabile, comprese le festività, in misura pari all’80% di 1/365 del reddito, derivante da attività di collaborazione, utile ai fini contributivi, vale a dire nei limiti del massimale annualmente previsto (art. 4, D.M. 4 aprile 2002).
Tale indennità spetta anche in  caso di adozione o affidamento, sulla base di idonea documentazione, per i tre mesi successivi all’effettivo ingresso nella famiglia della lavoratrice del bambino che, al momento dell’adozione o dell’affidamento, non abbia superato i sei anni di età. Nell’ipotesi diadozione o affidamento preadottivo internazionale l’indennità spetta, per i tre mesi successivi all’effettivo ingresso nella famiglia della lavoratrice del minore, anche se quest’ultimo, al momento dell’adozione o dell’affidamento, abbia superato i sei anni e fino al compimento della maggiore età.

 

Indennità di paternità spetta  al padre lavoratore iscritto alla Gestione separata ed avente i requisiti necessari è corrisposta un’indennità di paternità per i tre mesi successivi alla data effettiva del parto, o per il periodo residuo che sarebbe spettato alla lavoratrice madre, in caso di morte o grave infermitàdella madre o di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre (art. 3,D.M. 4 aprile 2002; INPS circ. n. 138/2002; n. 137/2007).
In caso di adozione o affidamento l’indennità è riconosciuta anche al padre adottivo o affidatario, qualora la madre non ne faccia richiesta e sempre che sussistano i requisiti contributivi di cui all’art. 2 del D.M. 4 aprile 2002.

 

L’assegno per il nucleo familiare è corrisposto dalla competente gestione separata, in relazione alle modalità di attribuzione della specifica contribuzione, a seguito di domanda presentata dai lavoratori interessati, a decorrere dal mese di febbraio dell’anno successivo a quello per il quale viene richiesta la prestazione. L’assegno è erogato con pagamento diretto da parte delle strutture periferiche dell’INPS, sulla base delle stesse tabelle in vigore per i lavoratori dipendenti. Il diritto all’erogazione dell’assegno per il nucleo familiare può essere esercitato anche dal coniuge dei soggetti iscritti allagestione separata (art. 1, comma 559, L. n. 311/2004; INPS circ. n. 77/2005; INPS mess. n. 34328/2005).

L’indennità una tantum a fine contratto è stata prevista per i collaboratori a progetto, che termineranno il contratto nel 2014. I requisiti per l’accesso all’indennità sono: avere operato in regime di monocommittenza, ovvero per un solo committente nell’anno precedente; avere un reddito imponibile in Gestione separata inferiore a 20.220 € nell’anno precedente; avere un contributo mensile nell’anno di richiesta, quindi avere incassato un compenso pari ad almeno un dodicesimo del minimale INPS per gli artigiani e i commercianti (nel 2014 tale importo è pari a 1293 €); avere almeno due mesi di disoccupazione, ovvero essere rimasti senza contratto ed iscritti al centro per l’impiego per almeno due mesi nell’anno precedente quello della richiesta; avere almeno 3 mensilità di contribuzione nell’anno precedente quello della richiesta.

L’indennità è pari al 7% del minimale annuo moltiplicato per il numero inferiore tra le mensilità accreditate e quelle non coperte nell’anno precedente. È pagata in un’unica soluzione nel caso l’importo sia inferiore a 1.000 €; in più rate mensili se l’importo è superiore.


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