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marzo 12, 2014

Contratto di lavoro a progetto – Trattamento Previdenziale e Assicurativo

Approfondimenti - Trattamento Previdenziale e Assicurativo - Contratto di lavoro a progetto

A norma dell’art. 66 del D. Lgs. 276/03 comma 1 , in caso di gravidanza, malattia e l’infortunio il rapporto contrattuale del collaboratore a progetto rimane sospeso, senza erogazione del corrispettivo.”

In caso di malattia e infortunio la sospensione del rapporto non comporta una proroga della durata del contratto di lavoro, che si estingue alla scadenza. Il committente può comunque recedere dal contratto se la sospensione si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata stabilita nel contratto di lavoro, quando essa sia determinata, ovvero superiore a 30 giorni per i contratti di lavoro di durata determinabile.” In caso di gravidanza la durata del rapporto di lavoro è prorogata per un periodo di 180 giorni, salva più favorevole disposizione del contratto individuale.”

In caso di infortunio ai collaboratori è riconosciuto un indennizzo Inail non superiore al 60% del compenso.

Dal 1° gennaio 2007 (Legge n.296/2006 – Finanziaria 2007) ai collaboratori iscritti alla gestione separata Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria sono riconosciuti:

  • In caso di malattia:

    una indennità giornaliera di malattia a carico dell’Inps, per eventi non inferiori a 4 giorni ed entroun limite massimo di giorni pari a un sesto della durata complessiva del rapporto di lavoro ecomunque non inferiore a 20 giorni nell’arco dell’anno solare. L’importo dell’indennità è pari al 50% di quanto corrisposto a tale categoria di lavoratori a titolo di indennità per degenza ospedaliera.

    Per avere diritto all’indennità è necessario possedere almeno 3 mesi di contribuzione nei 12 mesi che precedono l’inizio della malattia e un reddito individuale da lavoro parasubordinato non superiore al 70% del massimale contributivo. Per gli eventi insorti nel 2013, il limite di reddito previsto ai fini del diritto all’erogazione dell’indennità corrisponde a euro 67.304,30 (70% del massimale 2012).

    Per le malattie iniziate nell’anno 2013, l’indennità è calcolata su euro 271,32 (99.034 : 365= reddito massimale: giorni solari) per cui per ogni giorno indennizzato, sulla base della contribuzione dell’anno precedente, l’importo sarà rispetto al 2013 di:

    Periodo di contribuzione nei 12 mesi precedentiProporzioneIndennità giornaliera
    Da 3 a 4 mesi4%10,85
    Da 5 ad 8 mesi6%16,74%
    Da 9 a 12 mesi8%21,70

     

    La domanda deve essere inviata all’INPS dal lavoratore mediante l’apposito modulo Mod. DEG.OSP./MAL/GEST.SEP. (SR06) entro il termine di un anno, calcolato dal giorno successivo alla fine della malattia. La domanda deve contenere le seguenti informazioni: durata dei vari rapporti di lavoro eseguiti dal lavoratore nei 12 mesi precedenti l’evento malattia; ammontare
    lordo dei compensi percepiti nell’anno di insorgenza della malattia. Alla domanda vanno allegati copia del/i contratto/i di lavoro stipulati nei 12 mesi precedenti l’inizio della malattia e, per velocizzare l’erogazione dell’indennità, copia delle dichiarazioni fiscali e delle dichiarazioni del committente che attestino i compensi percepiti e la contribuzione versata.

  • In caso di ricovero ospedaliero presso strutture ospedaliere pubbliche o private anche straniere purché accreditate dal servizio sanitario nazionale: indennità di malattia per un numero di giorni non superiore ad un sesto della durata complessiva del rapporto di lavoro e non inferiore ai 20 giorni nell’anno solare per chi non può far valere periodi lavorativi superiori a 120 giorni nei 12 mesi precedenti gli eventi dell’anno.

    In caso di day hospital l’indennità è concessa se viene riconosciuta un’effettiva incapacità lavorativa giornaliera.

    Per le degenze iniziate nell’anno 2013, l’indennità è calcolata su euro 271,32 (99.034 : 365= reddito massimale: giorni solari) per cui per ogni giorno indennizzato, sulla base della contribuzione dell’anno precedente, l’importo sarà di:

    Periodo di contribuzione nei 12 mesi precedentiProporzioneIndennità giornaliera
    Da 3 a 4 mesi8%21,79
    Da 5 ad 8 mesi12%32,55%
    Da 9 a 12 mesi16%43,41

    La domanda deve essere presentata direttamente dal lavoratore all’’INPS, avvalendosi del modulo DEG.OSP./MAL/GEST.SEP. (SR06), entro il termine di decadenza di 180 giorni dalla data di dimissione ospedaliera; alla domanda va allegata una certificazione dei compensi relativa ai redditi dell’anno precedente rilasciata dal o dai committenti.

  • In caso di congedo parentale: un trattamento economico in relazione agli eventi di parto verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2007, nonché nei casi di adozione o affidamento per ingressi in famiglia a decorrere dal 1° gennaio 2007. Il trattamento economico spetta per un periodo di tre mesi entro il primo anno di vita del bambino, ed il suo importo è pari al 30% del reddito preso a riferimento per il calcolo dell’indennità di maternità.

Tale disposizione si applica anche in caso di adozione o affidamento per ingressi in famiglia con decorrenza dal 1º gennaio 2007.
In caso di parto plurimo il diritto ai periodi di congedo è riconoscibile per ogni bambino, nel rispetto del limite temporale previsto per tale categoria di lavoratori in relazione all’età del neonato (fino a 3 mesi per ciascun figlio, entro il primo anno di vita). La domanda di congedo parentale deve essere presentata in data anteriore all’inizio del congedo stesso, essendo indennizzabili, in caso contrario, solo i periodi successivi alla domanda (INPS circ. n. 137/2007).
Ai fini dell’indennità è necessaria la sussistenza di un rapporto di lavoro ancora in corso di validità nel periodo in cui si colloca il congedo parentale e l’effettiva astensione dall’attività lavorativa.
Hanno diritto all’indennità per congedo parentale soltanto quei soggetti (madri/padri biologici, adottivi e affidatari) per i quali sia riscontrato l’accreditamento di almeno tre mensilità della contribuzione maggiorata nei 12 mesi presi a riferimento ai fini dell’erogazione dell’indennità di maternità/paternità.
In caso di adozione e affidamento, sia nazionali che internazionali, il congedo parentale, compreso il relativo trattamento economico, è riconoscibile per un periodo complessivo di tre mesi entro il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato, a condizione che il minore stesso non abbia superato, all’atto dell’adozione o dell’affidamento, i dodici anni di età.

L’indennità di maternità è prevista per i due mesi antecedenti al parto e per i tre mesi successivi al parto, ed è corrisposta anche per i periodi di divieto anticipato di adibizione al lavoro e per i periodi di interdizione al lavoro autorizzati ai sensi dell’art. 17, D.Lgs. n. 151/2001 (art. 5, D.M. 12 luglio 2007).

I requisiti delle lavoratrici iscritte alla Gestione separata, per accedere all’indennità di maternità sono:

  • non essere iscritte a un’altra gestione;
  • non essere titolari di pensione;
  • avere almeno tre mensilità di contribuzione accreditata nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile (anche se il contratto è scaduto e non si è più iscritti alla Gestione separata, si ha comunque diritto all’indennità se si possiede il requisito delle tre mensilità di contribuzione accreditata nei dodici mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile).

L’indennità di maternità è comprensiva di ogni altra indennità spettante per malattia.
L’indennità di maternità è corrisposta previa attestazione di effettiva astensione dal lavoro da parte della lavoratrice e del committente resa nelle forme della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 5, D.M. 12 luglio 2007; INPS circ. n. 137/2007).
L’indennità è determinata per ciascuna giornata del periodo indennizzabile, comprese le festività, in misura pari all’80% di 1/365 del reddito, derivante da attività di collaborazione, utile ai fini contributivi, vale a dire nei limiti del massimale annualmente previsto (art. 4, D.M. 4 aprile 2002).
Tale indennità spetta anche in caso di adozione o affidamento, sulla base di idonea documentazione, per i tre mesi successivi all’effettivo ingresso nella famiglia della lavoratrice del bambino che, al momento dell’adozione o dell’affidamento, non abbia superato i sei anni di età. Nell’ipotesi di adozione o affidamento preadottivo internazionale l’indennità spetta, per i tre mesi successivi all’effettivo ingresso nella famiglia della lavoratrice del minore, anche se quest’ultimo, al momento dell’adozione o dell’affidamento, abbia superato i sei anni e fino al compimento della maggiore età.

 

Indennità di paternità spetta al padre lavoratore iscritto alla Gestione separata ed avente i requisiti necessari è corrisposta un’indennità di paternità per i tre mesi successivi alla data effettiva del parto, o per il periodo residuo che sarebbe spettato alla lavoratrice madre, in caso di morte o grave infermità della madre o di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre (art. 3, D.M. 4 aprile 2002; INPS circ. n. 138/2002; n. 137/2007).
In caso di adozione o affidamento l’indennità è riconosciuta anche al padre adottivo o affidatario, qualora la madre non ne faccia richiesta e sempre che sussistano i requisiti contributivi di cui all’art. 2 del D.M. 4 aprile 2002.

 

L’assegno per il nucleo familiare è corrisposto dalla competente gestione separata, in relazione alle modalità di attribuzione della specifica contribuzione, a seguito di domanda presentata dai lavoratori interessati, a decorrere dal mese di febbraio dell’anno successivo a quello per il quale viene richiesta la prestazione. L’assegno è erogato con pagamento diretto da parte delle strutture periferiche dell’INPS, sulla base delle stesse tabelle in vigore per i lavoratori dipendenti. Il diritto all’erogazione dell’assegno per il nucleo familiare può essere esercitato anche dal coniuge dei soggetti iscritti alla gestione separata (art. 1, comma 559, L. n. 311/2004; INPS circ. n. 77/2005; INPS mess. n. 34328/2005).

 

L’indennità una tantum a fine contratto è stata prevista per i collaboratori a progetto, che termineranno il contratto nel 2014. I requisiti per l’accesso all’indennità sono: avere operato in regime di monocommittenza, ovvero per un solo committente nell’anno precedente; avere un reddito imponibile in Gestione separata inferiore a 20.220 € nell’anno precedente; avere un contributo mensile nell’anno di richiesta, quindi avere incassato un compenso pari ad almeno un dodicesimo del minimale INPS per gli artigiani e i commercianti (nel 2014 tale importo è pari a 1293 €); avere almeno due mesi di disoccupazione, ovvero essere rimasti senza contratto ed iscritti al centro per l’impiego per almeno due mesi nell’anno precedente quello della richiesta; avere almeno 3 mensilità di contribuzione nell’anno precedente quello della richiesta.

L’indennità è pari al 7% del minimale annuo moltiplicato per il numero inferiore tra le mensilità accreditate e quelle non coperte nell’anno precedente. È pagata in un’unica soluzione nel caso l’importo sia inferiore a 1.000 €; in più rate mensili se l’importo è superiore.

 

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