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marzo 3, 2014

Lavoratore Partita IVA

Indennità di malattia

 

Chi è il lavoratore con Partita IVA

Ai sensi dell’articolo 2222 del Codice civile, è lavoratore autonomo che compie un’opera o un servizio richiesto da un committente con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione.

Le caratteristiche che contraddistinguono il lavoratore autonomo, sono:

  • autonomia: a differenza del lavoro dipendente, il soggetto svolge la propria attività senza vincoli di subordinazione nei confronti del committente, decidendo i tempi, le modalità e i mezzi necessari per il compimento dell’opera, nel rispetto degli obiettivi concordati con l’azienda. Il lavoratore autonomo può ricorrere a una propria e autonoma organizzazione del lavoro nell’esecuzione dell’opera o del servizio e di conseguenza, deve sopportare il rischio inerente al risultato;
  • natura non imprenditoriale del lavoro. Il lavoratore autonomo investe soprattutto nel proprio lavoro, anziché in capitali e nell’organizzazione di risorse.

 


Chi sono i soggetti coinvolti

Tutti i settori pubblici e privati possono stipulare questa tipologia contrattuale rivolgendosi a lavoratori autonomi provvisti di partita IVA

Elementi essenziali del contratto

Si può parlare di prestazioni d’opera (chiamate anche consulenze professionali) quando una persona, dietro corrispettivo, si impegna a compiere un’opera o un servizio prevalentemente attraverso il proprio lavoro e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.
La prestazione occasionale d’opera presenta le seguenti caratteristiche:

  •  assenza di un vincolo di subordinazione: in particolare in assenza di vincoli di orario;
  •  prestazione resa a favore di un committente;
  • prestazione occasionale, ossia avente il requisito dell’unicità e della saltuarietà: viene affidato un unico incarico, anche se l’assolvimento dello stesso richiede una serie di atti esecutivi da compiersi nel corso di un certo periodo di tempo, non reiterato più volte;
  • nessun impiego di mezzi organizzati.

Una volta definita la consulenza o prestazione d’opera, sebbene non sia obbligatoria la forma scritta, generalmente si procede alla compilazione di un contratto di prestazione d’opera scritto e firmato dalle parti.
In caso di tardivo pagamento è possibile per il lavoratore il ricorso alle vie legali che seguono la procedura di una normale causa civile.

 

Agevolazioni

Regime semplificato per i contribuenti minimi:dal 1° gennaio 2012 tale regime si applica per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi, ma non oltre il periodo d’imposta di compimento del 35° anno di età alle persone che:

  • intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione;
  • hanno intrapresa l’attività dal 1° gennaio 2008;

L’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali è del 5%, a condizione che sussistano i seguenti requisiti:

  • ricavi o compensi non superiori a 30.000 euro nell’anno precedente;
  • non siano state sostenute spese per lavoro dipendente o collaboratori;
  • nel triennio precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali superiori a 15.000 euro.

Il regime dei minimi prevede l’esclusione di Iva, Irap, Studi di settore e relative dichiarazioni, tenuta delle scritture contabili.

Rimane l’obbligo della presentazione della dichiarazione dei redditi Irpef (Mod. Unico).

I ricavi e i compensi relativi al regime dei minimi non devono essere assoggettati a ritenuta d’acconto e le fatture emesse dovranno recare la seguente dicitura:

“Prestazione svolta in regime fiscale di vantaggio ex art. 1 commi 96-117 legge 244/2007 come modificato da art. 27 del D.L. 98/2011 e pertanto non soggetta a IVA né a Ritenuta d’acconto ai sensi provvedimento direttore agenzia Entrate n. 185820”.

Regime contabile agevolato: per coloro che, per effetto delle nuove disposizioni di cui all’art. 27 comma 3 D.L. 98/2011, fuoriescono dal regime dei minimi e che comunque hanno le seguenti caratteristiche:

  • non hanno conseguito nell’anno precedente ricavi o compensi superiori a 30.000 euro;
  • non hanno effettuato cessioni all’esportazione;
  • non hanno sostenuto spese per collaboratori o lavoratori dipendenti;
  • non hanno effettuato, nei tre anni precedenti, acquisti di beni strumentali superiori a 15.000 euro;
  • sono soggetti residenti;
  • non effettuano in via esclusiva cessioni di fabbricati;
  • non partecipano a società di persone o associazioni o S.r.l.
  • accedono al regime contabile agevolato.

Inoltre possono accedere al regime contabile agevolato i soggetti che, avendo le caratteristiche di cui ai commi 96 e 99 art. 1 della legge 244 del 24/12/2007, hanno optato per il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali (art. 13 legge 23/12/2000 n. 388). I soggetti che hanno le caratteristiche di cui sopra determinano il reddito di lavoro autonomo o d’impresa in modo ordinario come previsto dagli art. 54 e 66 DPR 22/12/1986 n. 917 e possono optare per l’applicazione del regime IVA in modo ordinario, dandone comunicazione con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.

I soggetti che si avvalgono del regime contabile agevolato sono esonerati dai seguenti obblighi:

  • registrazione delle scritture contabili ai fini Irpef, Iva e Irap;
  • tenuta registro beni ammortizzabili;
  • liquidazioni e versamenti periodici Iva;
  •  presentazione dichiarazione versamento Irap.

 

Sono obbligati ai seguenti adempimenti:

  • conservazione dei documenti ricevuti ed emessi;
  • fatturazione e certificazione dei corrispettivi;
  • dichiarazione annuale Iva e Irpef;
  • versamento annuale Iva;
  • versamento acconto e saldo Irpef.

I contribuenti che applicano il regime contabile sono soggetti agli studi di settore e ai parametri.

 

Trattamento previdenziale e assicurativo

l professionista, iscritto all’Albo, che esercita la libera professione, è obbligato ad iscriversi alla Cassa di appartenenza.
Nei soli casi previsti dai singoli ordinamenti, l’iscrizione alla Cassa è facoltativa se il professionista è iscritto ad altre forme obbligatorie di previdenza (es. avvocato che risulta essere anche dipendente/pensionato).
Il professionista è obbligato a versare, annualmente, un contributo soggettivo alla Cassa in percentuale sul reddito professionale. Non è previsto alcun addebito, per rivalsa, al cliente/committente.
Gli iscritti agli Albi sono tenuti a versare, annualmente alla Cassa, un contributo integrativo in misura pari ad una maggiorazione percentuale (attualmente del 2% o del 4%, a seconda di quanto previsto nei singoli ordinamenti) sui corrispettivi rientranti nel volume d’affari ai fini IVA. Tale contributo è ripetibile nei confronti del cliente/committente, è soggetto ad IVA, non è soggetto a ritenuta IRPEF.
L’onere contributo per l’iscrizione alla c.d. gestione separata INPS è interamente a carico del prestatore d’opera, con facoltà di addebitare nella fattura il 4% del compenso lordo a titolo di rivalsa previdenziale.
Contributo integrativo INPS gestione lavoratori autonomi senza Cassa: tale contributo può essere addebitato, nella misura del 4%, al cliente/committente, è soggetto ad IVA e a ritenuta IRPEF. Per ogni prestazione effettuata, il professionista deve emettere fattura (con conseguente registrazione su appositi registri) che, oltre al compenso pattuito, deve contenere la rivalsa IVA (20%) e la ritenuta d’acconto IRPEF (20%). I redditi dei lavoratori con partita Iva sono classificati fiscalmente come redditi di lavoro autonomo. Il reddito derivante dall’esercizio di lavoro autonomo è costituto dalla differenza tra l’ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo d’imposta anche sotto forma di partecipazione agli utili e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività. Le spese sono interamente deducibili dal reddito solo se inerenti all’attività. Le spese relative all’acquisto di beni adibiti promiscuamente all’esercizio della professione e all’uso personale sono deducibili nella misura del 50%. Il reddito imponibile è tassato in sede di dichiarazione dei redditi (obbligatoria per i titolari di partita iva anche in caso di reddito zero) secondo il principio di acconto e saldo, applicando le aliquote progressive vigenti per scaglioni di reddito (Irpef, addizionali regionali e comunali).

L’indennità di maternità è riconosciuta alle lavoratrici autonome per i due mesi precedenti la data del parto e per i tre mesi successivi alla data medesima. L’indennità è riconosciuta anche in caso di adozione o affidamento di minore (legge 184/1983) per i tre mesi successivi all’ingresso in famiglia del minore stesso a condizione che questi non abbia superato i sei anni di età, in caso di adozione/affidamento nazionale, oppure i 18 anni  di età in caso di adozione/affidamento internazionale. L’indennità non comporta comunque obbligo di astensione dall’attività lavorativa autonoma. L’indennità non spetta ai padri lavoratori autonomi. L’indennità spetta alle artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali, nonché alle pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne, iscritte alla gestione dell’INPS in base all’attività svolta ed in regola con il versamento dei contributi anche per i mesi compresi nel periodo di maternità (due mesi precedenti la data del parto e per i tre mesi successivi alla data stessa). L’indennità può essere richiesta anche nei casi in cui l’iscrizione alla propria gestione sia avvenuta successivamente alla data di inizio del periodo indennizzabile per maternità.

Si possono verificare i seguenti casi:

  • iscrizione richiesta entro i termini di legge (30 giorni dall’inizio dell’attività per artigiani e commercianti e 90 giorni dall’inizio dell’attività negli altri casi): qualora l’attività sia iniziata in data precedente alla data di inizio del periodo di maternità, l’indennità spetta, alle condizioni sopra indicate (effettiva copertura contributiva del periodo indennizzabile per maternità), per l’intero periodo di maternità. Nel caso in cui l’attività lavorativa autonoma sia iniziata, invece, successivamente all’inizio del periodo di maternità, l’indennità spetta per il periodo successivo all’inizio dell’attività stessa;
  • iscrizione richiesta oltre i termini di legge: l’indennità di maternità spetta a partire dalla data della domanda di iscrizione alle gestione di appartenenza;

Per i periodi di maternità spettanti in caso di parto (due mesi precedenti la data del parto e tre mesi successivi alla data medesima) ed in caso di adozione/affidamento (tre mesi dall’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato) spetta un’indennità economica pari all’80% della retribuzione giornaliera stabilita annualmente dalla legge a seconda del tipo di lavoro autonomo svolto.

In caso di interruzione di gravidanza verificatasi oltre il terso mese dall’inizio della gestazione, l’indennità è corrisposta per un periodo di 30 giorni. L’interruzione verificatasi dopo il 180simo giorno, invece, è considerata a tutti gli effetti “parto”.

L’indennità e’ erogata direttamente dall’Inps

 

 

 

 

 

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