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marzo 19, 2014

Disciplina del rapporto di lavoro in Somministrazione

Disciplina del rapporto di lavoro
Il lavoratore in somministrazione, per la disciplina del proprio rapporto di lavoro deve far riferimento a due contratti collettivi nazionali:

I contratti collettivi nazionali e aziendali in uso nell’impresa utilizzatrice per quanto attiene:

  • alla retribuzione;
  • alla disciplina del’orario di lavoro;
  • al numero di giornate di ferie e di permesso;
  • al diritto a usufruire della mensa e dei servizi sociali e assistenziali presenti in azienda.

Il contratto collettivo nazionale delle Agenzie di somministrazione per quanto attiene:

  • al tipo di assunzione (a tempo determinato o indeterminato)
  • alla classificazione del personale e all’inquadramento contrattuale;
  • al trattamento retributivo spettante;
  • al periodo di prova e di preavviso;
  • all’interruzione della missione;
  • al sistema delle proroghe;
  • alla risoluzione del rapporto e al recesso;
  • al trattamento di malattia e infortunio;
  • alla maternità e ai congedi parentali;
  • ai diritti sindacali.

Risoluzione del rapporto di lavoro e preavviso di recesso
In caso di assunzione del lavoratore a tempo determinato, il contratto di lavoro si risolve alla scadenza del termine (non è previsto il preavviso perché entrambe le parti si sono impegnate a rispettare la scadenza convenuta) o prima della scadenza del termine qualora sussistano i presupposti per il licenziamento per giusta causa o è ancora in essere il periodo di prova.

Il lavoratore che risolve anticipatamente il contratto, e non si trova in una delle ipotesi sopra descritte, deve darne preavviso all’Agenzia.

 

Per i lavoratori assunti a tempo determinato il preavviso è di 1 giorno lavorativo per ogni 15 giorni di missione residua non ancora effettuata, con un massimo:

  •  di 7 giorni (per lavoratori inquadrati nel gruppo C)
  • di 10 giorni (per lavoratori inquadrati nel gruppo B)
  • di 20 giorni (per lavoratori inquadrati nel gruppo A). (art. 33 e 36 del CCNL febbraio 2014)

 

Per i lavoratori assunti a tempo indeterminato dalle Agenzie di somministrazione, il periodo di preavviso è così determinato:

  •  fino a cinque anni di anzianità di servizio: 60 giorni calendario per il gruppo A, 30 giorni calendario per il gruppo B, 20 giorni calendario per il gruppo C;
  •  tra cinque e dieci anni di servizio: 90 giorni calendario per il gruppo A, 45 giorni calendario per il gruppo B, 30 giorni calendario per il gruppo C;
  •  oltre i dieci anni di servizio: 120 giorni calendario per il gruppo A, 60 giorni calendario per il gruppo B, 45 giorni calendario per il gruppo C; (art. 34 del CCNL febbraio 2014).

 

 

Interruzione anticipata della missione da parte dell’Agenzia
Nel caso in cui la missione si interrompa prima della scadenza prefissata per cause diverse dalla giusta causa o dal mancato superamento del periodo di prova, il lavoratore in somministrazione:

  • può essere impiegato in un’altra missione, nella stessa area professionale in cui è stato precedentemente impiegato;
  • può partecipare ad interventi formativi nell’ambito si programmi aziendali in ambito territoriale;

 

Il trattamento economico originariamente previsto rimane comunque garantito, anche nell’eventualità di non possibilità di reimpiego in altra missione o intervento formativo (art.45 del CCNL Febbraio 2014)

 

Busta paga e trattamento retributivo

La retribuzione del lavoratore in somministrazione è calcolata su base oraria e non può essere inferiore a quella dei dipendenti di pari livello dell’impresa utilizzatrice determinata nel Ccnl e negli eventuali accordi aziendali.

Pertanto nel contratto di prestazione saranno indicati i riferimenti ai contratti collettivi nazionali di categoria e aziendali, l’eventuale contratto territoriale e/o aziendale, ma anche l’importo orario della retribuzione.

L’art. 30 del CCNL Febbraio 2014:

  •  sancisce l’ introduzione del divisore orario mensile per il calcolo della paga oraria, delle ferie e mensilità aggiuntive (coefficiente di calcolo uguale per tutti, secondo la formula: orario settimanale X52/12)
  •  stabilisce che il divisore previsto dal CCNL è comunque mantenuto per il calcolo delle spettanze oltre la retribuzione mensile (es. straordinari, maggiorazioni, indennità) e delle trattenute di quote orarie.
  • riconosce il pagamento della festività al lavoratore.La retribuzione delle festività infrasettimanali viene calcolata moltiplicando l’orario lavorativo giornaliero previsto per la paga oraria.

La retribuzione delle festività infrasettimanali viene calcolata moltiplicando l’orario lavorativo giornaliero previsto per la paga oraria.

Festività natalizia:

  • Qualora una missione di durata di almeno due mesi si concluda nell’arco dei 2 giorni antecedenti il 25 dicembre e venga rinnovata entro 14 giorni di calendario successivi alla cessazione della missione, al lavoratore in somministrazione vengono retribuite al 100% le festività del 1 e 6 gennaio.
  • qualora tale missione venga rinnovata e cessata entro il mese di dicembre, al lavoratore in somministrazione vengono retribuite al 50% le festività del 25 e 26 dicembre.

 

Per le festività sono dunque rinvenibili tre ipotesi:

  • lavoratori con prima missione che cessa il 23 o il 24 dicembre e con successiva missione riattivata entro il 6 o 7 gennaio: in questo caso si ha diritto al pagamento delle festività del 1 e 6 gennaio al 100% e nessun trattamento è dovuto per il 25 o 26 dicembre;
  • lavoratori con prima missione che cessa il 23 o il 24 dicembre e con successiva missione riattivata dopo il 26 (ad esempio il 27) ma con cessazione entro il 31 dicembre: in questo caso sono pagate le festività del 25 e 26 dicembre al 50% e nessun trattamento è dovuto per il 1 e il 6 gennaio;
  • lavoratori con prima missione che cessa il 24 dicembre, con successiva missione riattivata dopo il 26 (ad esempio il 27) ma con cessazione entro il 31 dicembre e nuova riattivazione di missione entro il 6 o 7 gennaio: in questo caso sono pagate le festività del 25 e 26 dicembre al 50% e del 1 e 6 gennaio al 50%.

 

Con esclusione della festività natalizia, in caso di successione di due contratti, dove il primo termina il giorno antecedente una o più festività e il secondo inizia il primo giorno lavorativo successivo alla stessa/e i due contratti, ai soli fini del pagamento di tale o tali festività, si considerano continuativi. Tale ipotesi ricorrono esclusivamente in caso di reiterazione, da parte della stessa Agenzia, della missione con lo stesso utilizzatore con la medesima mansione e inquadramento.

 

La busta paga deve contenere:

  • Agenzia di Somministrazione ed estremi dell’autorizzazione rilasciata dal Ministero del Lavoro;
  • nome, cognome e codice fiscale del lavoratore;
  • mese cui la retribuzione si riferisce;
  • singole voci e importi costituenti la retribuzione stessa (paga base, indennità di contingenza ecc.), nonché l’elencazione delle trattenute;
  • indicazione delle ore di assemblea maturate e fruite nell’anno solare.

 

Nella busta paga i periodi orari e gli importi maturati devono essere indicati con chiarezza.

Nella busta paga relativa alla retribuzione mensile non vengono erogati i ratei maturati relativi a:

  • ferie maturate e non godute.
  • ROL (riduzione dell’orario di lavoro) maturato e non goduto.
  • festività soppresse.
  • tredicesima e quattordicesima maturate.
  • tredicesima e quattordicesima maturate.
  • TFR (trattamento di fine rapporto) maturato (art. 26 del CCNL 24 luglio 2008).

La tredicesima mensilità, e ogni eventuale mensilità aggiuntiva, si calcola per ratei che si maturano in proporzione alla somma delle ore lavorate ordinarie e di quelle non lavorate ma retribuite (ad es. malattia, festività infrasettimanali ecc.).

Per calcolare le festività invece si moltiplica l’orario di lavoro giornaliero per la paga oraria.

I ratei di tredicesima, Tfr o altro devono essere liquidati nel giorno in cui di norma questo avviene nelle aziende utilizzatrici o alla fine del rapporto di lavoro, qualora la data cada prima, e calcolati sulla retribuzione mensile.

Il TFR viene calcolato secondo quanto previsto normalmente per legge.

Il Trattamento di Fine Rapporto si determina sia per i dipendenti diretti dell’utilizzatore, sia per il lavoratore somministrato in base ai giorni in cui il lavoratore è rimasto in forza. Quindi se il periodo è inferiore ai 15 gg il Trattamento di Fine Rapporto non matura, se è pari o superiore a 15 gg matura per l’intero mese. Per quel che riguarda la maturazione dei ratei di TFR, fermo restando le previsioni di legge, solo in caso di missioni di durata inferiore a 15 giorni, qualora fosse riattivata una ulteriore missione nell’arco di 30 giorni a far data dalla cessazione della prima, i giorni di missione si sommano qualora utili alla maturazione di un rateo di TFR.
Tale ipotesi ricorre esclusivamente in caso di reiterazione, da parte della stessa Agenzia, della missione con lo stesso utilizzatore, con la medesima mansione e inquadramento.
Il computo relativo all’ammontare del rateo dovrà essere effettuato con la retribuzione in atto nella seconda missione. (art. 30 comma 9 del CCNL febbraio 2014).