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UILTEMP ABRUZZO: Rischio occupazionale per i “lavoratori fantasma” del sistema sanitario

01 Gennaio 2024

L’anno si sta chiudendo. Arriva il tempo dei bilanci e dei propositi. In questo particolare momento non possiamo non tornare a parlare di occupazione in quanto bilanci e propositi non sono così rosei per quel-la parte di lavoratrici e lavoratori che nei prossimi mesi si vedranno privati di garanzia occupazionale. Le ASL abruzzesi in questo momento si stanno riempendo di medaglie e stellette pubblicizzando stabiliz-zazioni e potenziamento di organico dimenticando totalmente chi negli ultimi anni ha contribuito al mantenimento del servizio.
Torniamo a parlare di quella categoria di lavoratrici e lavoratori che nelle aziende pubbliche in maniera provocatoria chiamiamo “fantasmi del sistema”, quelle lavoratrici e quei lavoratori che prestano forza lavoro in modo “strutturalmente flessibile” ed ai quali il sistema pubblico non vuole riconoscere meriti.

Accanto all’indicibile decisione di escludere dalle prossime stabilizzazioni previste nella ASL1 la parte di somministrati che abbondantemente supera i requisiti richiesti dalle stesse, giunge il bando di concor-so che garantirà l’accesso a contratti ASL per gli autisti del 118 dimenticando nuovamente che il servi-zio oggi è coperto da lavoratrici e lavoratori in somministrazione che si vedranno sostituiti senza tanti ringraziamenti.
La denuncia che UILTemp Abruzzo vuole fare a chiusura di questo 2023, non entra nel merito della li-ceità delle scelte occupazionali dell’ente che sono legittime e non discutibili, ma vuole ribadire e sotto-lineare che non è possibile accettare che sia lo stato a non considerare ed equiparare operatrici ed operatori solo perché rientranti in un contratto “flessibile” normato, ma ancora non riconosciuto a quanto pare.
Alla soglia del ventennio dalla nascita del contratto di somministrazione, non possiamo più considerarlo come la forma contrattuale residuale del sistema in quanto sempre più troviamo tale modalità operativa permeata in ogni realtà lavorativa. Talmente tanto permeata che il sistema sanitario in questi difficili an-ni di riequilibrio sistemico e di pandemia ne ha usufruito permettendo la copertura del servizio superan-do le imbrigliature burocratiche dei concorsi e delle procedure di avviso pubblico e specializzando cen-tinaia di operatrici ed operatori che oggi lo stesso sistema sembra cestinare.

Alla soglia del 2024 vogliamo difendere e dare voce a questa platea di lavoratrici e lavoratori ancora una volta esclusi e dimenticati. Lavoratrici e lavoratori ai quali non si dà riconoscimento dell’impegno e della professionalità acquisite sul campo. Lavoratrici e lavoratori che lasceranno un vuoto operativo nei reparti, nei laboratori, nei pronto soccorso, nelle ambulanze perché volendo andare oltre la “matricola” chi ci lavora affianco e li dirige sa quanta professionalità si andrà a perdere.
UILTemp Abruzzo e somministrati chiedono oggi di essere riconosciuti a 360° da quel sistema pubblico che ha creato flessibilità e che, torniamo a ribadire, allo stesso tempo rinnega i principi costituzionali di dignità del lavoro e proietta nelle nuove generazioni un pericoloso senso di precarietà e alienazione.
UILTemp Abruzzo e somministrati chiedono un ripensamento dei requisiti di accesso alle forme di sta-bilizzazione che le varie ASL stanno mettendo in campo prevedendo un riconoscimento del lavoro svol-to che stanno continuando a svolgere in silenzio e con lo stesso impegno del primo giorno.

Chiediamo quindi l’apertura di un tavolo di confronto con le Direzioni delle ASL Abruzzesi e dell’Assessorato alla Sanità al fine di poter dare corrette risposte a tutte quelle famiglie che già nei prossime mesi del 2024 si troveranno a dover affrontare NASPI ed incertezza occupazionale.


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